La VIA SALARIA oggi - immagini, foto, paesi, persone - Appunti dei viaggi tra ROMA E LE MARCHE

Nome: Maria Serena Peterlin
Ascolto, osservo e leggo. Mi interesso di letteratura.
Mi occupo di formazione, scuola ed educazione. In questo blog parlo soprattutto di ragazzi e di scuola, di problematiche giovanili e di interessi culturali legati all'attualità. Pubblico qui i miei scritti, racconti, ricordi, foto e disegni e le mie libere parole.
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ma il Monte Vettore non rinunciava ad avvolgersi in … una sciarpa di nebbia.

Il passaggio a livello è abbassato e il treno se ne va.

Se si preferisce l'andatura rilassata è meglio ripartire con prudenza: perchè per il dislivello della via ferrata, il balzellone con rimbalzo è assicurato...però...
Vigilanti dalle rocce
Da un certo punto in poi la Salaria si inoltra fra rocce erte e massicce che le erosioni fanno assomigliare a mascheroni dai cento occhi. Speriamo non abbiano anche orecchie perchè la recente sentenza, che punisce i piloti troppo esuberanti nel linguaggio (e nel comportamento), le trasformerebbe in preoccupanti sorveglianti.
Insomma l'educazione è la prima cosa e la violenza anche solo verbale è ripugnante, e questo non si discute. Ma ci sarebbe un perplesso "però" da valutare e forse aggiungere. Una volta doverosamente tolti e puniti gli atti pericolosi, gli eccessi, i bullismi (ma quanto va di moda 'sta parola bullismo... e pensare che quand'ero ragazzina io c'erano bulli e pupe niente male) tolti dunque ed esecrati a dovere il bullismo e il teppismo, come è giusto e buono fare, il frustrato automobilista o motociclista o camionista deve ridursi a mordersi le labbra sibilando solo ed esclusivamente il "...perdìndirindìna...
..." dell'intramontabile miss o'hara o può ancora borbottare qualche espressione colorita condita da uno sventolamento di mano (senza corna ecc) evitando tuttavia l'arresto?
O invece incontrando la macchinetta dell'autovelox mimetizzata tra cespugli potrà mormorare solo un soave "buongiorno a voi che lavorate per noi...", e offrirà cappuccino e cornetto al lumacone che non lo lascia passare nemmeno sul rettifilo tratteggiato, e si fermerà a fare i lavavetri a uso del trattore che si è immesso dal viottolino laterale senza dare precedenza e schizzandogli sul parabrezza ciottoli di fango da due kg o infine il suddetto e rieducato auto-moto-camionista spargerà petali di rose dal finestrino quando l'apetta piaggio di turno si metterà finalmente a destra sospendendo la pertinace e prolungata marcia a centrostrada?
Perchè la Salaria è sì una statale niente male e tutta da assaporare, ma è pur sempre una strada asfaltata che si percorre per andare da un punto A a un punto B.... mica un salottino-bomboniera della regina Vittoria...
e come sempre... absit iniuria verbis.... ssstttt.


Il passaggio a livello si chiude sul più bello... ma la breve attesa è ripagata dalllo sferragliare del trenino colorato che trascina i suoi vagoni tra le gallerie e poi s'inerpica verso i monti.

Continua il viaggio attraverso le gole del Velino. Sfuggenti come il fiume che, ingrottato, non si mostra
agli occhi curiosi.
Ma l'attesa di oggi è per la visione dei Monti della Laga...

svelati dalla magia della nebbia che cede al sole.
E poi un bel castello che, visto da lontano sembra
un regalo di Natale per bambini buoni. Oh che bel castello....
Incredibile: senza neve, non solo la strada, ma anche le montagne più alte.
Una partenza all'alba, ad occhi spalancati, senza parole.

Da Fiano ad Ascoli un autunno che non ne vuole sapere del calendario e si prende tutto il suo spazio e anche di più.

Nemmeno nebbia. Solo una mano di fumo dai comignoli, odore di legna e di resine.

E i Monti della Laga appena appena velati da uno spolverìo riflettente; più che neve sembra una brinata notturna. Mentre tutti i colori dell'autunno trionfano ancora.
Ho pensato, stavolta no, non vado. Ma ieri sono stata tutto il giorno nel traffico di Roma per il quale non trovo più aggettivi... avevo pensato "barbarico", ma sa quasi di sano e primitivo, avevo pensato a "demenziale" che fa un po' anni '90 e poi i folli mi vanno a genio e ci si parla benissimo, forse "alienante"? ma è un'eco di intellettuale chic (sciò-sciò). Niente da fare. Mi viene in mente "traffico talkshoviano", coniato e mangiato. Brutto, ma ...
Poi ho pensato a quell'aria fredda che si comincia a sentire poco dopo l'uscita di Fiano, quando la Salaria si riprende le sue geometrie irregolari e le sue colline ruvide e selvatiche. Ai primi curvoni in salita dove giochiamo a guardia e ladri con l'autovelox e con gli appostamenti municipali di Osteria Nuova. E mi sono andata a riguardare altre foto.
Questa, ad esempio, presa come al solito sbirciando dal finestrino. Uno dei miei presepi. E dunque riparto. Anche domattina presto, alla ricerca della ss4, del suo Natale ruvido da pastori. O almeno io lo vedo e lo voglio pensare così. Senza nemmeno un rituale obbligatorio. Ma con la certezza, nel cuore, di non essere delusa.


